Vado volentieri ad ascoltare Francesca, un’amica di mamma, non soltanto perché ha un simpatico senso dell’umorismo, ma perché lei non è come gli altri adulti che hanno sempre piccoli segreti e devono nascondere ciò che dicono. L’altro giorno Francesca parlava di suo figlio Vincenzo, che ha 15 anni come me e che non vuole più andare a Messa. Diceva che non era perché non ci credeva più! No. Ma perché la Messa gli faceva venire troppi rimorsi soprattutto al Padre Nostro. Diceva Vincenzo a Francesca: <<ti rendi conto, mamma, il Padre Nostro è veramente troppo. Io mi sento distrutto. Penso che la gente non capisca ciò che dice, altrimenti non oserebbe pregare “sia fatta la tua volontà”, o “perdona noi, come noi perdoniamo agli altri”. Mi fa venire le lacrime agli occhi, è troppo forte per me io non oso più dirlo>>. Penso che Vincenzo sia troppo sensibile, ma non intendo certo compatirlo o deriderlo. Perché il mio problema è molto simile al suo, anche se è un altro. Per me è piuttosto tutta la religione che è troppa. Per esempio, i discorsi dei preti. Ciò che loro dicono è bello ma ci sono quelli che danno anche fastidio. Ho l’impressione che mi dicono tutti ciò che devo fare e non posso più pensare con la mia testa. E mi sembra a volte che la religione ci tratti come bambini. Ma non è ancora questo il mio problema è che io non saprei mai essere un vero cristiano. La santità non è per me. Ho sempre l’impressione che la religione sia come una grande casa che mi vola addosso, o un treno che mi investe, oppure un vento fortissimo che mi travolge. Avete presente il crollo dei palazzi di Buster Keaton. Soltanto che lui passa attraverso le finestre. Si dice che durante le riprese tutti pregavano che non si sbagliasse nei calcoli. Ma penso che lui avesse un bel coraggio a restare fermo e a non darsela a gambe. Francesca mi piace perché lei non si sente obbligata a difendere i preti. Francesca è convinta che anche il palazzo della religione ha grandi finestre. Mi dice: “Pensa, per esempio, a Gesù che perdona la donna adultera o che compie guarigioni; l’attività preferita di Gesù è quella di perdonare. Tu lascia cadere il palazzo addosso a te, stai fermo con coraggio e vedrai che passi attraverso le finestre”.
(liberamente tratto da ‘il diario di Andrea’)
La vita difficile di Buster Keaton (per chi ha un profilo facebook)